Il cacciatore di libri


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Un’inviata virtuale in libreria per scoprire le ultime novità del mercato editoriale. In ogni puntata due interviste dal vivo a scrittrici e scrittori, italiani e stranieri, per parlare dei romanzi: dai personaggi ai temi, dalle trame ai retroscena della scrittura. Con uno stile informale Alessandra Tedesco racconta i romanzi e talvolta anche gli aspetti inediti degli autori. Un modo per orientarsi nella vasta produzione editoriale e scegliere il libro adatto a sé.


Autore: Radio 24
Ultimo episodio: 29/03/25 8:00
Aggiornamento: 04/04/25 16:10 (Aggiorna adesso)
Speciale libri per bambini e ragazzi

Una puntata speciale del Cacciatore di libri dedicata alla letteratura per bambini e ragazzi, in occasione della Bologna Children's Book Fair, la fiera internazionale più importante per i libri per l'infanzia che si terrà dal 31 marzo al 3 aprile. Si tratta di una fiera per addetti ai lavori in cui vengono presentate le novità di mercato e vengono chiusi contratti per la compravendita di diritti. 

Parliamo di "Lucciole, squaletti e un po' di pastina" (Salani) di Donatella Di Pietrantonio, premio Campiello 2017 con "L'arminuta" e poi Premio Strega 2024 con "L'età fragile". Autrice amata sia dal pubblico che dalla critica, esordisce ora con un libro per bambini (dai 6 anni in su), con le illustrazioni ricche di fantasia e di colore di Andrea Tarella. Debutto nella letteratura per ragazzi anche per un altro scrittore molto amato, Antonio Manzini, autore dei gialli con Rocco Schiavone. Il 1 aprile arriva in libreria per Sellerio "Max e Nigel" con le illustrazioni di Toni Tommasi. Altro libro diretto ai pre-adolescenti è un romanzo dai toni horror, genere che piace molto ai più giovani (basti pensare al successo di "Piccoli Brividi", la serie di libri per ragazzi più venduta della storia). Si intitola  "Nessuno verrà a prenderti" di Manlio Castagna, pubblicato da Mondadori nella nuova collana Ossigeno, che comprende romanzi brevi, di facile lettura con storie coinvolgenti. Un modo per avvicinare alla lettura. E poi per i bambini più piccoli "Nel paese dove i maiali volano, i lupi galleggiano" (ElectaKids) di Gianluca Nicoletti (voce nota di Radio 24) con le illustrazioni del figlio Tommy, artista neurodivergente. A partire dai disegni di Tommy, Nicoletti ha costruito un filo narrativo e ha inventato alcune storie piene di fantasia. Infine gli 80 anni di Pippi Calzelunghe celebrati da Salani con il volume "Pippi Calzelunghe" di Astrid Lindgren, 400 pagine con la prefazione di Elisabetta Gnone in cui sono racchiuse le avventure della prima bambina ribelle della letteratura. 

Joël Dicker

"La catastrofica visita allo zoo" di Joël Dicker 

Uno scrittore da oltre 20 milioni di copie nel mondo. Autore di best seller come "La verità sul caso Harry Quebert", diventato anche serie tv, "La scomparsa di Stephanie Mailer" e "Un animale selvaggio romanzo", romanzo più venduto in Italia nel 2024. Joël Dicker è autore spesso di gialli di tipo deduttivo, con trame piuttosto intricate che si sviluppano su due piani temporali diversi. Una puntata speciale del Cacciatore di libri dedicata alla carriera dello scrittore svizzero, a partire dall'ultimo romanzo arrivato in libreria: "La catastrofica visita allo zoo" (La nave di Teseo - traduz. Milena Zemira Ciccimarra). Si tratta di un romanzo un po' diverso rispetto ai precedenti,  è un libro che, come scrive l'autore nella postfazione, è rivolto a lettrici e lettori dai 7 ai 120 anni. La protagonista è Josephine che da adulta ricostruisce quanto era accaduto quando era bambina: frequentava una scuola per bambini definiti "speciali". Quando la scuola viene chiusa per un allagamento, con l'aiuto di un poliziotto e della nonna di uno di loro appassionata di serie tv crime, porteranno avanti un'indagine per scoprire chi è il responsabile dell'allagamento. Un romanzo ironico e a tratti anche tenero, in cui si mette in evidenza l'incontro scontro fra gli adulti e la logica, a volte disarmante, dei bambini. 

Chiara Marchelli e Erica Cassano

"La figlia di lui" di Chiara Marchelli (Feltrinelli) e "La grande sete" di Erica Cassano (Garzanti)

Livia è una quarantenne italiana che vive da tempo a New York, il suo compagno, Arno, ha una figlia, Emma, che all'inizio della loro relazione ha cinque anni. Una bambina che agli occhi di Livia risulta spesso insopportabile: è capricciosa, dispettosa, Arno l'accontenta in tutto e non le pone limiti perché, dice, "l'ho lasciata con sua madre quando aveva solo un anno, sto con lei poco e non voglio essere il padre che le nega le cose". Fra Livia, che non aveva mai desiderato figli, ed Emma si scatena quasi una guerra sotterranea e silenziosa, nonostante Emma sia solo una bambina e Livia è costretta a fare i conti con le sue emozioni profonde. Tutto questo accade in "La figlia di lui" di Chiara Marchelli (Feltrinelli), un romanzo che riflette le complesse geometrie familiari dell'oggi e che esplora l'inconfessabile: si possono detestare i figli dei propri compagni o delle proprie compagne anche se sono solo bambini? 

Nella seconda parte parliamo di "La grande sete" di Erica Cassano (Garzanti). Siamo a Napoli nel 1943, in quelle che vennero poi ricordate come "Le quattro Giornate": la popolazione insorge contro i tedeschi e li costringe alla fuga. La città è ridotta allo stremo, i  nazisti hanno fatto saltare in aria l'acquedotto e i napoletani ormai disperati si riversano sulle spiagge nel tentativo di dissalare l'acqua del mare. Parte da qui il romanzo "La grande sete" (Garzanti) opera prima di Erica Cassano. Un romanzo ricco di avvenimenti che vanno dal '43 al '45 e che prende spunto da fatti reali, ossia un diario della nonna della scrittrice. La protagonista è Anna, una ventenne arrivata a Napoli qualche anno prima da Genova, trasferimento imposto al padre per aver diffuso dei volantini antifascisti. Un padre progressista che spinge le figlie a studiare e che ha regalato ad Anna un libro di grammatica inglese. In questa Napoli assetata la casa della famiglia di Anna è forse l'unica dove l'acqua scorre e la madre decide di distribuirla alla popolazione. Poi l'arrivo degli americani che sarà decisivo per Anna che inizierà a lavorare nella loro base militare a Bagnoli.

Alessandro Bertante e Giuseppe Antonelli

"E tutti danzarono" di Alessandro Bertante e "Il mago delle parole" di Giuseppe Antonelli.

"E' una visione impressionante, ogni metro quadrato del parco è occupato da un ragazzo che balla, ma non sente più nemmeno la musica. Balla e basta come se fosse solo l'unica persona rimasta al mondo". E' una delle scene del romanzo "E tutti danzarono" di Alessandro Bertante (La nave di Teseo). Il protagonista è un uomo di 50 anni, Ivan Boscolo, docente universitario. E' ipocondriaco e ansioso, "Ivan -si legge- è un uomo che non si fida del suo corpo", è disilluso e non ha fiducia nel futuro. Siamo a Milano durante una torrida estate in cui l'aria condizionata può essere accesa solo per due ore al giorno. Il sindaco ha organizzato un rave di tre giorni nei parchi attirando in città centinaia di migliaia di giovani. La situazione, però, sfugge di mano: ragazze e ragazzi cadono a terra sfiniti dal ballo, gli ospedali sono al collasso, ci sono saccheggi, violenze e stupri. In questo contesto allucinante Ivan gira per la città alla ricerca della figlia adolescente che sta partecipando al rave. 

"La grammatica è glamour, la grammatica è l'arte di incantare con le parole". La pensa così il professore di italiano protagonista di "Il mago delle parole" (Einaudi) di Giuseppe Antonelli, linguista, ordinario di storia della lingua italiana a Pavia e anche volto noto della tv perché ospite fisso del programma "Splendida cornice" con Geppi Cucciari. Si tratta di un saggio narrativo, un modo per conoscere tanti aspetti della lingua italiana attraverso una storia di fiction. Il protagonista è un professore che compie in classe una vera e propria rivoluzione: non insegna la grammatica in modo tradizionale, ma gioca con le parole, racconta aneddoti, coinvolge gli studenti talvolta anche spiazzandoli.  Ed è proprio uno di questi studenti a narrare la storia e a decidere poi di fondare l'Accademia di arte grammatica, per poter continuare a giocare con le parole insieme ai suoi compagni di classe così come ha insegnato il professore. 

"Ti ricordi di Sarah Leroy?" di Marie Vareille e "Il segno del comando" di Loredana Lipperini

"Ti ricordi di Sarah Leroy?" è un romanzo che ha avuto un grande successo in Francia, scritto da Marie Vareille (Rizzoli - traduz. Sara Arena). Tutto gira intorno a un mistero, ossia la scomparsa di un'adolescente, Sarah, avvenuta nel settembre del 2001. La sua storia viene raccontata da una narratrice che preferisce restare anonima e che ripercorre le vicende dal '92 in poi. Innanzitutto l'incontro fra Sara e Angelique da bambine in un cimitero al funerale della mamma di Sarah. Poi c'è la loro amicizia, solida e simbiotica, i rapporti di Sarh con la matrigna e i figli di lei. Ma improvvisamente qualcosa spezza il legame fra le due adolescenti e poco tempo dopo Sarah scompare. A distanza di vent'anni Funny, sorella di Angelique, ormai giornalista in carriera, torna nella cittadina per fare un reportage sul quel caso di cronaca. Insieme alla figliastra cercherà di capire cosa era accaduto a Sarah e se chi è finito in carcere è veramente colpevole. Una storia fatta di bugie, omissioni e patti segreti. 

Nella seconda parte parliamo di "Il segno del comando" (Rai Libri) di Loredana Lipperini. Un romanzo che trae spunto dall'omonimo sceneggiato in andato in onda nel 1971, un romanzo gotico in cui ci sono misteri, atmosfere inquietanti, elementi sovrannaturali, luoghi e oggetti simbolici. Il protagonista è un inglese, Edward Forster, professore a Cambridge, massimo esperto del poeta Byron. Viene in Italia per tenere una conferenza British Counsil di Roma, ma viene anche perché ha ricevuto uno strano invito da tale Marco Tagliaferri che lui  non conosce. A Roma il professor Forster incontra una donna affascinante ed enigmatica, Lucia, e si trova coinvolto in una serie di vicende insolite che mettono in dubbio la sua razionalità. Del resto, come dice lo stesso Forster, "Roma è una città di fantasmi". 

"Di spalle a questo mondo" di Wanda Marasco e "Le sorelle di Lisistrata" di Federico Baccomo

La follia e i deliri che hanno caratterizzato gli ultimi anni di vita di Ferdinando Palasciano, medico vissuto alla fine dell'800, sono al centro del romanzo "Di spalle a questo mondo" (Neri Pozza) di Wanda Marasco. Con una prosa lirica, un lessico ricercato e uno stile immaginifico, l'autrice racconta in un mix di realtà e fantasia la vita di Palasciano, una vita ossessionata dall'idea della cura: voleva curare tutti anche i poveri e i nemici in guerra (cosa che fece e per la quale fu condannato a morte ricevendo poi la grazia dal Re). Il racconto parte il 2 novembre del 1887 quando, dopo l'ennesimo delirio, la moglie Olga fece internare Ferdinando. Nel romanzo si intrecciano così la narrazione del dolore mentale e il racconto del passato sia di Ferdinando che di Olga, arrivata a Napoli dalla Russia dove aveva vissuto un'infanzia durissima con la madre affetta da disturbi psichici. 

Nella seconda parte parliamo di "Le sorelle di Lisistrata" (Mondadori), nuovo romanzo di Federico Baccomo che aveva esordito nel 2009 con "Studio illegale" diventato anche un film. L'ironia è da sempre una caratteristica che contraddistingue il lavoro di Baccomo (è anche sceneggiatore di Call My Agent Italia), ma in questo romanzo cede quasi subito il passo al sarcasmo e rapidamente quella che sembra essere una commedia pungente scivola nel dramma e diventa tragedia. L'autore immagina un'Italia in cui il Parlamento approva una legge che rende illegale l'interruzione volontaria di gravidanza. Una giovane deputata dell'opposizione, Gaia Zavattini, lancia sui social una provocazione: ipotizza uno sciopero del sesso come aveva fatto Lisistrata, personaggio di una commedia di Aristofane, per costringere gli uomini, ateniesi e spartani, a interrompere la guerra. In questo caso la protesta è per far cancellare questa legge. Da qui una spirale di eventi che portano al dramma. Un romanzo che fa un'analisi spietata della società patriarcale, una feroce disamina dei meccanismi dei social, delle ipocrisie dei politici, della manipolazione della comunicazione.

"Malbianco" di Mario Desiati e "La prima regina" di Alessandra Selmi

"Malbianco" (Einaudi) è il nuovo romanzo di Mario Desiati, premio Strega nel 2022 con "Spatriati". Anche in questo caso c'è il tema delle origini, non tanto però quelle geografiche, piuttosto quelle del sangue, i legami familiari. La voce narrante è quella di un uomo, Marco Petrovici, che lascia Berlino dopo averci vissuto per qualche anno. Ha iniziato a svenire e ad avere attacchi di panico e torna dai genitori a Taranto. E' l'occasione per ricostruire il passato della sua famiglia, una storia tramandata con tante omissioni e punti di vista discordanti. Attraverso qualche ricerca, guidato anche dal diario di uno zio ormai scomparso, ricostruisce le vicende del nonno Demetrio e di suo fratello Pepin andati in guerra, ma tornati solo nel '47. Che cosa avevano fatto in quei due anni? E perché i genitori evitano le sue domande? Marco Petrovici decide di indagare la storia della sua famiglia e lo fa con un tempo lento: non è una detective story, quanto piuttosto un viaggio nella memoria familiare. 

Nella seconda parte parliamo di "La prima regina" (Nord), il nuovo romanzo di Alessandra Selmi, autrice fra l'altro di "Al di qua del fiume" in cui ricostruiva in un mix di fatti reali e finzione la storia della famiglia imprenditoriale Crespi che aveva dato vita a un villaggio industriale alla fine dell'Ottocento. Anche in questo romanzo siamo nell'Ottocento e la realtà si mescola alla fiction. Il personaggio reale è quello di Margherita, la prima regina d'Italia, moglie di Umberto, figlio di Vittorio Emanuele. Margherita è stata educata fin da piccola con l'idea che sarebbe diventata regina. Il matrimonio con Umberto non è dei più felici: lui è innamorato di un'altra donna e ha diverse amanti.  Dall'altra parte seguiamo le vicende di Nina, personaggio di fantasia: è una ragazzina di famiglia povera, cresciuta dal fratello, che diventa una delle cameriere di Palazzo Reale e di Margherita. Due storie che si sfiorano, due vite schiacciate da un destino segnato perché quella di Margherita è una vita che subisce gli obblighi di corte, quella di Nina è una vita provata dalla povertà. Ma in entrambe le donne c'è un desiderio di affermazione o addirittura di riscatto. 

"L'anniversario" di Andrea Bajani e "Il tatuatore innamorato" di Fulvio Ervas

Un romanzo doloroso e potente sulle relazioni familiari. Una famiglia in cui la scena è monopolizzata dal padre, un uomo che esercita potere e violenza, soprattutto psicologica talvolta anche fisica, ma lo sguardo del figlio (l'io narrante) è tutto sulla madre, sul suo essere invisibile, sul suo esistere solo in funzione del marito, sul suo sottrarsi alle dinamiche familiari e sul suo sottrarsi alla vita. Tutto questo viene raccontato nel romanzo "L'anniversario" (Feltrinelli) scritto da Andrea Bajani, autore tra l'altro de "Il libro delle case" finalista ai premi Strega e Campiello nel 2021. Bajani usa uno stile misurato, una scrittura composta per narrare il dolore di un figlio che ha scelto di non vedere più i suoi genitori. Ma si possono abbandonare il padre e la madre? A distanza di dieci anni da quella cesura, un figlio decide di raccontare la sua famiglia attraverso la forma del romanzo. 

Nella seconda parte parliamo dell'ispettore Stucky, personaggio seriale di alcuni romanzi di Fulvio Ervas pubblicati da Marcos Y Marcos, che hanno ispirato una serie tv della Rai con Giuseppe Battiston. Come personaggio letterario Stucky era comparso per la prima volta nel 2006 in "Commesse di Treviso", scritto da Ervas insieme alla sorella Luisa Carnielli; poi sono seguiti altri romanzi come "Finché c'è prosecco c'è speranza" da cui è stato tratto un film e libri senza il personaggio Stucky, come "Se ti abbraccio non aver paura", grande successo nel 2012. Il nuovo romanzo con l'ispettore Stucky si intitola "Il tatuatore innamorato" (Marcos Y Marcos): l'ispettore, che opera a Treviso, deve indagare sull'omicidio di un tatuatore trovato morto nel suo negozio con un grosso chiodo conficcato nel cuore. L'uomo, che ha la parte destra del corpo completamente tatuata, era stato a cena poco prima con alcuni ex compagni di scuola. E' inevitabile, quindi, che le indagini partano da loro, ma anche dai clienti del tatuatore.

"Qualcuno di noi" di Pietro Grossi e "La torre d'avorio" di Paola Barbato

Un romanzo denso, denso di accadimenti e di personaggi, ma anche denso di riflessioni sul sé, sul male, le ombre e la scrittura. Un romanzo denso a partire dalla voce narrante che usa la prima persona plurale, il noi, che contiene una moltitudine. Parliamo di "Qualcuno di noi" di Pietro Grossi (Mondadori). Lo scrittore gioca con la sua biografia e le sue memorie consegnando al lettore il racconto di una vita fatta di estremi (le droghe), di attrazione per la violenza e per le ombre, una vita fatta anche di menzogne,  di immaginazione e di amore per la scrittura. Già a nove anni il protagonista racconta bugie e bullizza i compagni. Da ragazzo aggredisce un coetaneo colpendolo alla testa con un lucchetto, un episodio destinato a segnare tutta la sua vita. Un libro in cui l'autore mette a nudo le luci e le ombre, le tante ombre, della sua vita che diventa romanzo.  

Nella seconda parte parliamo del thriller psicologico "La torre d'avorio" (Neri Pozza) di Paola Barbato. Al centro c'è Mara, affetta dalla "sindrome di Münchausen per procura", un disturbo che  spinge un soggetto a provocare danni fisici a persone alle quali vuole bene, soprattutto i figli, per ricevere dagli altri compassione. La donna ha passato tredici anni in una Rems, quelli che un tempo venivano chiamati ospedali psichiatrici giudiziari: aveva avvelenato con la digitossina il marito e i due figli piccoli, tutti miracolosamente sopravvissuti. Da alcuni anni la donna vive in un appartamento pieno di scatole (la torre d'avorio) dal quale esce il meno possibile. Tutto cambia quando scopre che l'uomo che abita nell'appartamento sopra al suo è stato ucciso, proprio con la digitossina. Essendo la principale indiziata, scappa. Ma chi ha ucciso quest'uomo e soprattutto perché si vuole spingere la polizia a sospettare di Mara?

"L'ultimo conclave" di Glenn Cooper e "E se non partissi anch'io" di Lia Levi

Gli intrighi vaticani sono nuovamente al centro di un giallo di Glenn Cooper, scrittore americano autore fra l'altro della famosa trilogia della Biblioteca dei morti e della serie con protagonista Cal Donovan, docente universitario di storia delle religioni soprannominato "L'uomo che sussurrava ai papi" per la sua amicizia con Celestino VI e Giovanni XXIV (anche questi personaggi di fantasia). In "L'ultimo conclave" (Nord - traduz. Barbara Ronca) Papa Giovanni XXIV viene trovato morto nel suo letto. Si organizza ovviamente il conclave per l'elezione del nuovo pontefice, ma con il passare delle ore non c'è alcuna fumata, né bianca né nera. Viene rotto il sigillo della Cappella Sistina dove i cardinali elettori sono riuniti e si scopre che non c'è più nessuno: i porporati sono scomparsi. A supportare le indagini c'è Elisabetta Celestino, una suora nominata segretaria di Stato proprio dal papa che è appena morto ed è la prima donna a ricoprire quell'incarico. Insieme a lei c'è Cal Donovan, arrivato dagli Stati Uniti, da sempre innamorato di Elisabetta. 

Nella seconda parte parliamo di "E se non partissi anch'io" di Lia Levi (e/ o), un romanzo di formazione ambientato a Roma negli anni Dieci del Novecento. La protagonista è Ida, una quindicenne di famiglia ebrea. Il padre, Benedetto, è un uomo aperto e progressista che ama i libri, mentre la madre, Rosina, è conservatrice e critica chi si batte per fare ottenere il diritto di voto alle donne. È proprio grazie al padre che Ida può frequentare una scuola mista, frequentata cioè da ragazzi e da ragazze: qui incontra Vanessa e Andrea che diventano poi i suoi compagni di studio, ma anche i suoi compagni di crescita. Grazie a loro, ma soprattutto grazie alla famiglia di Vanessa (la madre è un'attivista politica e una femminista) cercherà la sua strada, la sua identità, sempre un po' divisa fra modernità e tradizione.

?"Quello che so di te" di Nadia Terranova e "Primavera estate autunno inverno" di Nicola Magrin

Una donna che ha superato i 40 anni diventa madre. Un evento sicuramente potente che spiazza e che trasforma. Un evento che fa diventare il ricordo di una bisnonnax, che aveva passato alcuni giorni in un manicomio, quasi un'ossessione: ricostruire la sua storia diventa un'urgenza. Un evento che stimola riflessioni su come la scrittura, ossia l'arte di creare l'immaginario, possa cambiare dopo aver vissuto l'esperienza di un'altra creazione, la nascita di un figlio. La donna in questione è la scrittrice Nadia Terranova che racconta tutto questo nel romanzo "Quello che so di te" (Guanda). Fin da bambina gli è apparsa in sogno la bisnonna Venera, ma è nel momento in cui diventa madre che il legame con questa bisnonna diventa prepotente: "Sono abituata a pensare a Venera come al mio doppio, un fantasma vivo, un assalto alla mia coscienza". Da qui la necessità di capire come e perché questa bisnonna aveva passato alcuni giorni in un manicomio nel 1928. Un'indagine portata avanti attraverso archivi e documenti che cercano di far luce sulle voci che erano state invece tramandate in famiglia, quella che l'autrice chiama la "mitologia familiare" che a volte svela, a volte nasconde, a volte addirittura depista. 

Nella seconda parte parliamo di "Primavera estate autunno inverno" (Salani) di Nicola Magrin, autore delle copertine dei romanzi di Paolo Cognetti e delle ripubblicazioni di Primo Levi e Tiziano Terzani. Leggere e guardare questo libro illustrato vuol dire entrare in un mondo di atmosfere rarefatte e nello stesso tempo intense. Significa entrare in un mondo in cui le parole giocano con le immagini. Gli acquerelli di Nicola Magrin dialogano con gli haiku scelti e tradotti da Irene Iarocci. Gli haiku sono piccoli componimenti poetici di tre versi della tradizione giapponese, versi dai toni semplici che fanno spesso riferimento alla natura. Il legame fra parole, acquerelli e natura era stato già al centro di un altro libro di Nicola Magrin "Altri voli con le nuvole".

"La neve in fondo al mare" di Matteo Bussola e le novità in libreria nel 2025

Un romanzo emozionante e anche necessario per cercare di capire che cosa succede nella testa degli adolescenti. Necessario per cercare di creare un ponte fra le fragilità dei giovani e quelle degli adulti. Parliamo di "La neve in fondo al mare" (Einaudi) di Matteo Bussola, un autore che ha sempre scritto di rapporto genitori-figli fin dall'esordio nel 2016 con "Notti in bianco baci a colazione". In questo nuovo romanzo il protagonista è un padre quasi cinquantenne che passa alcuni giorni con il figlio di sedici anni in un reparto di neuropsichiatria infantile. Tommy è stato ricoverato perché affetto da anoressia nervosa e ha ingoiato troppe pillole dimagranti. In ospedale si intrecciano le storie dei giovani pazienti: c'è Eva che mangia in modo vorace, Giacomo che si è gettato da una finestra della scuola, Nicholas di soli 11 anni che ha subito un TSO perché è particolarmente aggressivo, e c'è Marika che si procura tagli sul corpo. Insieme a loro, le madri e i padri che si confrontano nello smarrimento e devono fare i conti con sè stessi e con il rapporto che hanno cercato di avere i con i propri figli. 

Nella seconda parte parliamo di alcuni dei romanzi che arriveranno in libreria nel 2025, da Stephen King a Isabel Allende, da Roberto Saviano a Maurizio de Giovanni

"La maestra del vetro" di Tracy Chevalier

Tracy Chevalier è famosa per il romanzo "La ragazza con l'orecchino di perla" in cui prendeva spunto dalla vita del pittore Vermeer e della sua modella. Poi sono seguiti altri romanzi sempre ispirati a fatti storici e ora è in libreria con "La maestra del vetro" (Neri Pozza - traduz. Massimo Ortelio). Anche in questo caso un romanzo che ci porta nel passato anche se in realtà questa volta la scrittrice gioca con la dimensione del tempo perché la protagonista e le persone a lei care attraversano oltre 500 anni. Si raccontano le vicende di Orsola Rosso che alla fine del Quattrocento a Venezia appartiene a una famiglia di vetrai: crescendo impara l'arte di creare perle di vetro grazie agli insegnamenti di una famiglia di vetrai concorrenti. Il fratello Marco non apprezza il suo lavoro ed è anche piuttosto sferzante con lei, ma Orsola non si dà per vinta e grazie anche a una rete di donne cercherà di affermare sè stessa.

"M - L'ora del destino" di Antonio Scurati

Puntata dedicata a "M - L'ora del destino" (Bompiani), quarto volume della serie di Antonio Scurati dedicata a Mussolini diventata anche una serie tv in onda su Sky dal 10 gennaio 2025. Tutto era partito nel 2018 con "M - Il figlio del secolo", dedicato agli albori dell'ascesa politica di Mussolini e del Fascismo. In questo quarto romanzo, che come gli altri è ricco di documenti, si raccontano le vicende dal '40 al luglio del '43,  gli anni della guerra. Come nei volumi precedenti, Scurati sceglie di raccontare i fatti storici attraverso vari personaggi: da Italo Balbo, condottiero della milizia fascista, a Mario Roatta capo di stato maggiore dell'esercito particolarmente feroce nella repressione dei partigiani jugoslavi, da Amerigo Dumini, responsabile del rapimento e dell'uccisione di Matteotti, a Edda Ciano, figlia del Duce. Al centro di tutta questa narrazione corale c'è ovviamente Benito Mussolini che negli anni della guerra mostra tutta la sua ottusità (non vuole ammettere che l'esercito italiano non ha i mezzi) e il suo cinismo (manda i militari mal equipaggiati al macello per esempio attaccando la Grecia).

"Tutti gli indirizzi perduti" di Laura Imai Messina

Dopo libri come "Quel che affidiamo al vento",  "L'isola dei battiti del cuore" e "Il Giappone a colori", nel nuovo romanzo "Tutti gli indirizzi perduti" (Einaudi) Laura Imai Messina, scrittrice italiana che vive fra Kamakura e Tokyo, ci racconta con il suo stile poetico e delicato di una piccola isola giapponese dove si trova realmente l'Ufficio postale alla deriva: un posto dove arrivano le lettere non recapitate perché manca l'indirizzo o perché non è più leggibile. La protagonista è una ricercatrice universitaria, Risa, figlia di un postino che ha conservato negli anni la corrispondenza che non è riuscito a consegnare. Decide di passare un mese in questo ufficio postale insolito per archiviare le lettere. Un modo per onorare il lavoro del padre amatissimo, ma anche un disperato tentativo di comprendere una madre ritenuta instabile, una madre fatta di scatti di rabbia e stravaganze.

"Il fiore delle illusioni" di Giuseppe Catozzella

Un romanzo di formazione, un romanzo su una ferita, quella di chi cresce in un posto ma sente di appartenere ad un altro, la ferita anche di chi, per seguire i propri sogni, tradisce i genitori. Un romanzo che esplora i conflitti interiori, ma anche i conflitti nati dalla geografia. Parliamo di "Il fiore delle illusioni" (Feltrinelli) di Giuseppe Catozzella, autore tra l'altro di "Non dirmi che hai paura" (Premio Strega Giovani 2014) diventato un film. In questo nuovo romanzo seguiamo la vita di Francesco dall'infanzia fino ai vent'anni: per dieci mesi all'anno Francesco cresce a Milano con i genitori emigrati dalla Basilicata, per gli altri due mesi passa l'estate al sud, a Monte Aspro, terra d'origine della famiglia.  Due mondi diversi e lontanissimi che provocano in Francesco una spaccatura interiore: a Milano vive il tempo dell'obbedienza e delle regole ma anche della discriminazione dei compagni che lo chiamano "terrone", a Monte Aspro c'è la libertà e sperimenta la vita grazie all'amatissimo cugino Luciano, ma c'è anche la superstizione e il peso dei legami familiari. Un romanzo di formazione, dunque, ma anche un romanzo sul ruolo della letteratura perché Francesco sogna di fare lo scrittore ed è convinto che i libri possano cambiare il mondo.

Speciale gialli, thriller, noir

Tradizionale puntata speciale di inizio anno dedicata a gialli, thriller e noir. Interviste a: Donato Carrisi, Gianrico Carofiglio, Antonio Manzini, Maurizio de Giovanni, Cristina Cassar Scalia, Massimo Carlotto, Ilaria Tuti, Fabiano Massimi, Alessia Gazzola, Giancarlo De Cataldo, Alessandro Robecchi, Alicia Gimenez Bartlett, Paula Howkins, Gillian McAllister.

"Dimmi di te" di Chiara Gamberale

Come si fa a crescere senza tradire sè stessi? E' la domanda che guida il nuovo romanzo di Chiara Gamberale "Dimmi di te" (Einaudi). La voce narrante è una madre single che con la figlia piccola, chiamata nel libro Bambina, si trasferisce nel cosiddetto quartiere Triste a Roma, una zona che lei ha sempre detestato perché considerata troppo borghese. L'impatto con questa realtà suscita nella protagonista una serie di interrogativi soprattutto sullo scarto che c'è fra l'adolescenza e l'età adulta, lei che da quarantenne si sente ancora una ragazzina soprattutto nel modo di vivere le emozioni. Da qui la decisione di incontrare dopo tanti anni alcune persone che durante la sua adolescenza erano state, ciascuna a modo suo, delle "stelle polari", ossia persone di riferimento, per capire se e come sono cambiate diventando adulte.

"Bambino" di Marco Balzano

A volte c'è un filo che lega le opere di un autore, un elemento ricorrente. Nei romanzi di Marco Balzano i protagonisti sono sempre persone comuni schiacciare dalla storia o dagli eventi: Ninetto, giovanissimo emigrante di "L'ultimo arrivato" (Premio Campiello 2015), Trina, maestra clandestina nell'Alto Adige durante il Fascismo protagonista di "Resto qui" (finalista Premio Strega) oppure la donna rumena arrivata in Italia per fare la badante e costretta a lasciare i figli in patria protagonista di "Quando tornerò". Con il nuovo romanzo "Bambino" (Einaudi), Marco Balzano ci porta ancora una volta durante il Fascismo in una terra di confine (in questo caso Trieste, il confine a est), ma per la prima volta la narrazione ha il punto di vista del carnefice e non della vittima. Mattia, soprannominato "bambino" è uno squadrista fascista, un picchiatore feroce. Nel romanzo si narra parte della sua vita, da quando è adolescente e perde la madre che sul letto di morte gli confida di non essere la sua madre naturale e questo scatenerà in lui rabbia e ossessione.

I romanzi protagonisti del 2024 (versione breve)

Puntata speciale del Cacciatore di libri (versione breve) dedicata ai romanzi protagonisti del 2024, quelli che hanno animato, settimana dopo settimana, le classifiche dell'anno. Si parla solo di romanzi, quindi non sono considerati saggi, manuali, libri per bambini e ragazzi, fumetti. Interviste a: Gianrico Carofiglio, Francesca Giannone, Donatella Di Pietrantonio, Silvia Avallone, Roberto Vecchioni, Chiara Gamberale, Felicia Kingsley, Sveva Casati Modignani, Eshkol Nevo.

"Miss Bee e il cadavere in biblioteca" di Alessia Gazzola

Miss Bee è il nuovo personaggio creato dalla penna di Alessia Gazzola, autrice delle serie con Alice Allevi (L'allieva) e Costanza Macallè. La serie con Miss Bee è ambientata negli anni '20 a Londra. Miss Bee, Beatrice Bernabò, è una ventenne italiana che vive da quattro anni in Inghilterra insieme al padre Leonida, docente di italianistica, e alle sorelle Clara e Lucilla. Beatrice, di famiglia medioborghese, ha una relazione segreta con Kit, Christopher Ashbury, nipote di un baronetto. Durante una cena a casa della madre di Kit, uno dei commensali viene trovato morto in biblioteca: si tratta di Carter Lacy, proprietario di una miniera di diamanti in India. Da qui parte l'indagine di Archer Blackburn, ispettore capo di Scotland Yard, alla quale Miss Bee partecipa attivamente soprattutto per proteggere Kit, uno degli indiziati, cercando di attirare l'attenzione della polizia sull'affascinante Julian Lennox. "Miss Bee e il cadavere in biblioteca" (Longanesi) di Alessia Gazzola è il primo romanzo di questa nuova serie, un mix fra giallo e romanticismo.

"Il bacio del calabrone" di Giancarlo De Cataldo e "Meccanica di un addio" di Carlo Calabrò

Il pubblico ministero Manrico Spinori, soprannominato "il contino" per le sue origini aristocratiche, è protagonista di alcuni gialli di Giancarlo De Cataldo, autore tra l'altro di "Romanzo Criminale" ispirato alle vicende della banda della Magliana dal quale erano stati tratti un film e una serie tv. Dal 2020 Giancarlo De Cataldo, ex magistrato, ha dato vita al personaggio di Manrico Spinori ora protagonista di "Il bacio del calabrone" (Einaudi). Appassionato di opera lirica, sensibile al fascino femminile, molto legato alla madre Elena, Spinori deve affrontare uno strano caso: il capo di una casa di moda, Tito Cannelli, muore durante una cena alla quale è presente anche lo stesso pm. Molto probabilmente la morte è provocata da una reazione allergica a una puntura di insetto, ma Spinori è costretto a indagare perché sui social compare un video in cui uno stilista minacciava di morte Cannelli. Con un tratto decisamente ironico, De Cataldo guida il suo peronaggio in un'indagine nel mondo della moda. 

Nella seconda parte parliamo di "Meccanica di un addio" (Marsilio) di Carlo Calabrò, un noir ironico con personaggi spassosi dal quale emerge anche l'analisi sociale di un pezzo di mondo, il Brasile, pieno di contrasti: da una parte la bellezza mozzafiato della natura, il calore e l'esuberanza della gente, dall'altra la corruzione dilagante e le piccole grandi illegalità. Il protagonista è Florian Kaufmann, ingegnere svizzero che da circa dieci anni vive in un piccolo villaggio dell'Amazzonia dove ha rilevato una segheria. Il suo obiettivo è fare impresa, fare utili, dunque, in modo onesto e salvaguardando l'ambiente. Il suo presunto rigore morale però scende spesso a patti con la realtà (anche lui dà fuoco ai residui della segheria per evitare lo smaltimento fatto di lungaggini burocratiche). Un giorno qualcuno incendia la sua proprietà dove viene trovato un cadavere. Kaufmann decide di indagare sia sull'incendio che sull'omicidio. 

I romanzi protagonisti del 2024

Puntata speciale del Cacciatore di libri dedicata ai romanzi protagonisti del 2024, quelli che hanno animato, settimana dopo settimana, le classifiche dell'anno. Si parla solo di romanzi, quindi non sono considerati saggi, manuali, libri per bambini e ragazzi, fumetti. 

Interviste a: Gianrico Carofiglio, Francesca Giannone, Donatella Di Pietrantonio, Silvia Avallone, Roberto Vecchioni, Chiara Gamberale, Antonio Manzini, Donato Carrisi, Maurizio de Giovanni, Cristina Cassar Scalia, Felicia Kingsley, Sveva Casati Modignani, Eshkol Nevo.

"Settembre nero" di Sandro Veronesi

"Settembre nero" (La nave di Teseo) è il nuovo romanzo di Sandro Veronesi, due volte Premio Strega con "Caos calmo" nel 2006 e "Il colibrì" nel 2020. Si racconta l'estate di un ragazzino di 12 anni, Gigio Bellandi, l'estate 1972 in cui finisce la sua infanzia. Il padre, un avvocato penalista, è il suo idolo. La madre è una donna irlandese, rossa di capelli, che cerca di essere invisibile ma che inevitabilmente attrae gli sguardi di tutti. E poi c'è la sorellina più piccola che sembra essere più consapevole di come va il mondo rispetto a lui. In quella estate Gigio sarà costretto a crescere per qualcosa di brutto che accade e dice che i suoi genitori non hanno saputo proteggerlo, ma soprattutto si pone la domanda: avrei potuto oppormi al disastro?  

"Le furie di Venezia" di Fabiano Massimi

"Le furie di Venezia" (Longanesi) è il nuovo romanzo di Fabiano Massimi, autore di "L'angelo di Monaco", "I demoni di Berlino" e "Se esiste un perdono". Ancora una volta siamo negli anni Trenta, gli anni del fascismo in Italia e del nazismo in Germania. Se "L'angelo di Monaco" raccontava la storia vera della nipote di Hitler trovata morta in una stanza chiusa a chiave, stavolta siamo a Venezia fra il ' 34  e il '42. I protagonisti sono sempre Siegfried Sauer, ormai ex commissario di polizia, e il suo collega Mutti. Hanno organizzato un attentato nei confronti di Mussolini e Hitler in piazza San Marco, ma il piano fallisce e per caso, seguendolo durante la notte, scoprono che il Duce che è stato sull'isola di San Clemente dove c'è un manicomio femminile. Perché Mussolini ci è andato e soprattutto chi è rinchiuso a San Clemente? Da qui parte l'indagine che, come sempre nei romanzi di Fabiano Massimi, è un mix fra fatti reali e fantasia. 

"Il castagno dei cento cavalli" di Cristina Cassar Scalia e consigli di lettura

All'anagrafe è Giovanna Guarrasi, per tutti è Vanina, per lettrici e lettori è la protagonista seriale dei romanzi di Cristina Cassar Scalia che ha ispirato anche una serie tv. La -vicequestora era comparsa per la prima volta nel 2018 in "Sabbia nera" e ora è protagonista di "Il castagno dei cento cavalli" (Einaudi). Vanina deve indagare sull'omicidio di una donna sui 60 anni: il suo corpo è stato trovato sotto il cosiddetto Castagno dei cento cavalli, ai piedi dell'Etna (un albero straordinario che esiste  realmente ed è patrimonio dell'Unesco). La donna è stata strangolata e poi le hanno amputato mani e piedi. Stavolta ci sono pochi elementi dalla scientifica e Vanina, supportata dal commisario in pensione Patanè, deve procedere secondo i metodi di indagine vecchio stile. 


Nella seconda parte un po' di consigli di lettura per il periodo delle feste. 

-"La vegetariana" di Han Kang, Nobel per la letteratura 2024 (Adelphi - traduz. Milena Zemira Ciccimarra) 

-"Settembre nero" di Sandro Veronesi (La nave di Teseo)  

-"L'ultimo pinguino delle langhe" di Orso Tosco (Rizzoli), Premio Scerbanenco 2024 

-"Il tatuatore innamorato" di Fulvio Ervas (Marcos y Marcos) 

-"Risplendo non brucio" di Ilaria Tuti (Longanesi) 

-"Sul corpo del diavolo" di Fernando Coratelli (OvePossibile)

-"Silenzio - Le sette vite di Diana Karenne" di Melania Mazzucco (Einaudi) 

-"Visus - Storie del volto dall'antichità al selfie" di Riccardo Falcinelli (Einaudi) 

-"Lontano dalla vita degli altri" di Giovanna Canzi e Gabriella Giandelli (Marinoni Books) 

-"116 film da vedere prima dei 16 anni" di Manlio Castagna (Mondadori) 

-"Le caramelle magiche" e "Come di fanno le caramelle magiche" di Heena Baek (Terre di mezzo)

"Volver" di Maurizio de Giovanni e "Sul corpo del diavolo" di Fernando Coratelli (OvePossibile)

"Volver", tornare, è una canzone di Carlos Gardel ed è il titolo del romanzo (Einaudi) con il quale Maurizio de Giovanni chiude il ciclo ispirato alle canzoni del cantante argentino e chiude anche la serie con protagonista il commissario Ricciardi. Siamo sempre durante il Fascismo, nel '38 sono state proclamate le leggi razziali e Ricciardi con la figlia Marta e i genitori della moglie di origine ebraica, lascia la città e torna a Fortino nel Cilento. Qui è sepolta la moglie Enrica, morta di parto, e qui lui da ragazzino aveva visto per la prima volta un uomo assassinato che gli aveva comunicato i suoi ultimi pensieri. Ricciardi decide così di andare a fondo nelle ragioni di quell'omicidio scoprendo questioni che lo toccano profondamente. 

Nella seconda parte parliamo di un altro romanzo ambientato nei primi anni '40, nella Germania nazista. Il protagonista è Felix Kersten, medico finlandese, che diventa il fisioterapista di Himmler, il capo della Gestapo. Riuscendo ad alleviare i dolori di stomaco di Himmler, Kersten conquistò la sua fiducia e lo convinse a liberare decine di migliaia di prigionieri, ebrei compresi. Il romanzo racconta una storia vera, ma poco conosciuta anche perché alla fine della guerra ci fu chi ebbe interesse a prendersi i meriti di quella grande operazione di salvataggio, a discapito di Felix Kersten

"Miss Bee e il cadavere in biblioteca" di Alessia Gazzola e "Meccanica di un addio" di Carlo Calabrò

Miss Bee è il nuovo personaggio creato dalla penna di Alessia Gazzola, autrice delle serie con Alice Allevi (L'allieva) e Costanza Macallè. La serie con Miss Bee è ambientata negli anni '20 a Londra. Miss Bee, Beatrice Bernabò, è una ventenne italiana che vive da quattro anni in Inghilterra insieme al padre Leonida, docente di italianistica, e alle sorelle Clara e Lucilla. Beatrice, di famiglia medioborghese, ha una relazione segreta con Kit, Christopher Ashbury, nipote di un baronetto. Durante una cena a casa della madre di Kit, uno dei commensali viene trovato morto in biblioteca: si tratta di Carter Lacy, proprietario di una miniera di diamanti in India. Da qui parte l'indagine di Archer Blackburn, ispettore capo di Scotland Yard, alla quale Miss Bee partecipa attivamente soprattutto per proteggere Kit, uno degli indiziati, cercando di attirare l'attenzione della polizia sull'affascinante Julian Lennox. "Miss Bee e il cadavere in biblioteca" (Longanesi) di Alessia Gazzola è il primo romanzo di questa nuova serie, un mix fra giallo e romanticismo. 

Nella seconda parte parliamo di "Meccanica di un addio" (Marsilio) di Carlo Calabrò, un noir ironico con personaggi spassosi dal quale emerge anche l'analisi sociale di un pezzo di mondo, il Brasile, pieno di contrasti: da una parte la bellezza mozzafiato della natura, il calore e l'esuberanza della gente, dall'altra la corruzione dilagante e le piccole grandi illegalità. Il protagonista è Florian Kaufmann, ingegnere svizzero che da circa dieci anni vive in un piccolo villaggio dell'Amazzonia dove ha rilevato una segheria. Il suo obiettivo è fare impresa, fare utili dunque, in modo onesto e salvaguardando l'ambiente. Il suo presunto rigore morale però scende spesso a patti con la realtà (anche lui dà fuoco ai residui della segheria per evitare lo smaltimento fatto di lungaggini burocratiche). Un giorno qualcuno incendia la sua proprietà dove viene trovato un cadavere. Kaufmann decide di indagare sia sull'incendio che sull'omicidio.

"Tutti gli indirizzi perduti" di Laura Imai Messina e "Il ritorno è lontano" di Alessandra Sarchi

Dopo libri come "Quel che affidiamo al vento",  "L'isola dei battiti del cuore" e "Il Giappone a colori", nel nuovo romanzo "Tutti gli indirizzi perduti" (Einaudi) Laura Imai Messina, scrittrice italiana che vive fra Kamakura e Tokyo, ci racconta con il suo stile poetico e delicato di una piccola isola giapponese dove si trova realmente l'Ufficio postale alla deriva: un posto dove arrivano le lettere non recapitate perché manca l'indirizzo o perché non è più leggibile. La protagonista è una ricercatrice universitaria, Risa, figlia di un postino che ha conservato negli anni la corrispondenza che non è riuscito a consegnare. Decide di passare un mese in questo ufficio postale insolito per archiviare le lettere. Un modo per onorare il lavoro del padre amatissimo, ma anche un disperato tentativo di comprendere una madre ritenuta instabile, una madre fatta di scatti di rabbia e stravaganze. 

Nella seconda parte parliamo di "Il ritorno è lontano" (Bompiani) di Alessandra Sarchi. Al centro c'è il rapporto fra una madre e una figlia. Sara, la madre, nel momento in cui la figlia Nina va via di casa per studiare in Germania, si sente "come se le avessero tolto un polmone". Non è solo la sindrome del nido vuoto, è soprattutto la consapevolezza di non riuscire a comprendere la figlia, di parlare proprio due lingue diverse. Nina è un'attivista per l'ambiente, è completamente assorbita dai suoi ideali e dalle sue attività e chiama raramente i genitori. Per colmare il vuoto e per reagire a un altro trauma che investe la sua vita, Sara decide di prendere in affido un bambino. Arriva in famiglia Pietro, 7 anni, un bambino problematico che non dorme e distrugge gli oggetti. E così Sara è costretta a fare i conti con sentimenti decisamente contrastanti. 

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