Adorazioni eucaristiche di don Leonardo Maria Pompei


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Le meditazioni di don Leonardo Maria Pompei durante le "ore sante" di adorazione eucaristica del Giovedì sera
Autore: Don Leonardo Maria Pompei
Ultimo episodio: 03/04/25 22:22
Aggiornamento: 04/04/25 19:12 (Aggiorna adesso)
Il peccato produce la morte
Meditazione Ora Santa di giovedì 3 aprile 2025

Dalla lettera di san Giacomo apostolo (1,1-15) Giacomo, servo di Dio e del Signore Gesù Cristo, alle dodici tribù disperse nel mondo, salute. Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la prova della vostra fede produce la pazienza. E la pazienza poi rende l’opera perfetta sua in voi, perché siate perfetti e completi, senza mancare di nulla. Se qualcuno di voi manca di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data. La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare mossa e agitata dal vento; e non pensi di ricevere qualcosa dal Signore un uomo che ha l’animo doppio e incostante in tutte le sue azioni. Il fratello di umili condizioni si rallegri della sua elevazione e il ricco della sua umiliazione, perché passerà come fiore d’erba. Si leva il sole col suo ardore e fa seccare l’erba e il suo fiore cade, e la bellezza del suo aspetto svanisce. Così anche il ricco appassirà nelle sue imprese. Beato l’uomo che sopporta la tentazione, perché dopo averla superata riceverà la corona della vita che il Signore ha promesso a quelli che lo amano. Nessuno, quando è tentato, dica: "Sono tentato da Dio"; perché Dio non può essere tentato dal male e non tenta nessuno al male. Ma ciascuno di noi è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo alletta; la concupiscenza, poi, una volta concepita dà alla luce il peccato; e il peccato, poi, una volta che è commesso, produce la morte.
Non lasciarsi sviare da dottrine eretiche
Meditazione Ora Santa di giovedì 27 marzo 2025

Dalla lettera agli Ebrei (capitolo 13. passim) Perseverate nell’amore fraterno. Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli angeli senza saperlo. Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere, e di quelli che soffrono, essendo anche voi in un corpo mortale. Il matrimonio sia rispettato da tutti e il talamo sia senza macchia. I fornicatori e gli adùlteri saranno giudicati da Dio. La vostra condotta sia senza avarizia; accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto: Non ti lascerò e non ti abbandonerò. Così possiamo dire con fiducia: Il Signore è il mio aiuto, non temerò. Che mi potrà fare l’uomo? Ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunziato la parola di Dio; considerando attentamente l’esito del loro tenore di vita, imitatene la fede. Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre! Non lasciatevi sviare da dottrine diverse e peregrine, perché è bene che il cuore venga rinsaldato dalla grazia, non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne usarono.Non scordatevi della beneficenza e di far parte dei vostri beni agli altri, perché di tali sacrifici il Signore si compiace. Pregate per noi, poiché crediamo di avere una buona coscienza, desiderando di comportarci bene in tutto. Il Dio della pace che ha fatto tornare dai morti il Pastore grande delle pecore, in virtù del sangue di un’alleanza eterna, il Signore nostro Gesù, vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Dio castiga chi ama
Meditazione all'ora santa di giovedì 20 marzo 2025


Dalla lettera agli Ebrei (capitolo 12,1-13)
Circondati dunque anche noi, come siamo, da sì gran nuvolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci intralcia, con costanza corriamo l'agone che ci è proposto, guardando al duce e perfezionatore della fede Gesù, il quale in luogo della gioia che gli era posta innanzi, sostenne il supplizio della croce disprezzandone l'ignominia, e si assise alla destra del trono di Dio. Ora considerate chi ha sopportato una tale opposizione contro la propria persona da parte dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d'animo. Voi non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato, e vi siete scordati dell'esortazione che a voi, come a figliuoli, dice: «Figlio mio, non far poco caso della disciplina del Signore, e non ti scoraggiare quando sei da lui ripreso; poiché il Signore castiga chi ama e sferza ogni figlio che accoglie». È per la vostra correzione che voi soffrite; Dio vi tratta come figli; qual figlio c'è che il padre non corregga? Se invece non subite correzione, di cui tutti sono partecipi, siete bastardi, non figli legittimi. E poi, i nostri padri della carne noi li avevamo castigatori, e pur li rispettavamo; non dovremo tanto più sottoporci al padre degli spiriti, per aver la vita? Quelli ci castigavano secondo quel che pareva loro, per pochi giorni; Dio lo fa per nostro vantaggio, affinché partecipiamo alla santità di lui. Ogni castigo non sembra lì per lì esser di gioia, bensì di dolore; ma più tardi porta a chi è per via di esso esercitato, pacifico frutto di giustizia. Perciò «rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia sciolte», e «fate passi diritti con i vostri piedi», affinché lo zoppo non si svii ma anzi risani.
I campioni e gli eroi della fede
Meditazione all'ora santa di giovedì 13 marzo 2025


Dalla lettera agli Ebrei (capitolo 11,17-40) Per la fede Abramo messo alla prova offrì Isacco, l'unico suo figliuolo, egli che aveva ricevuto le promesse, e gli s'era detto che «per via di Isacco una discendenza sarebbe chiamata col suo nome», egli faceva conto che Dio può anche risuscitare da morte; ond'è che lo riebbe come in figura. Per la fede Isacco benedì Giacobbe ed Esaù, in cose avvenute. Per la fede Giacobbe morendo benedì ciascuno dei figli di Giuseppe, e «appoggiato al sommo del suo bastone s'inchinò». Per la fede Giuseppe morendo rammentò l'esodo dei figli d'Israele, e diede degli ordini relativamente alla sua salma. Per la fede Mosè appena nato rimase nascosto tre mesi per opera de' suoi genitori, perché videro che il bambino era bello e non si lasciarono spaventare dall'ordine del re. Per la fede Mosè, fatto grande, rifiutò di esser detto figlio di una figlia di Faraone, preferendo essere maltrattato insieme col popolo di Dio, che avere il godimento momentaneo della colpa, e stimando maggior ricchezza dei tesori egiziani l'obbrobrio di Cristo, poiché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa. Per la fede lasciò l'Egitto, non temendo l'ira del re, perché come se vedesse l'invisibile, tenne duro. Per la fede celebrò la Pasqua e fece l'aspersione del sangue, perché lo sterminatore dei primogeniti non toccasse quelli di loro [gli Israeliti]. Per la fede passarono il Mar Rosso come su terra asciutta, della quale avendo fatto la prova, gli Egiziani furono ingoiati. Per la fede caddero le mura di Gerico: fattone il giro per sette giorni. Per la fede Raab la cortigiana, non perì coi ribelli, avendo accolto le spie con benevolenza. E che dirò io ancora? Mi mancherebbe il tempo a parlare di Gedeone, di Barac, di Sansone, di Jefte, di David e Samuele e dei profeti; i quali per la fede conquistarono dei regni, esercitarono la giustizia, conseguirono le cose promesse, chiusero le gole dei leoni, spensero la forza del fuoco, scamparono al taglio della spada, ricevettero forza quando s'erano infiacchiti, diventarono valenti in guerra, misero in fuga eserciti stranieri. Delle donne riebbero i loro morti per risurrezione; altri furono messi alla tortura, non accettando la liberazione per ottenere una risurrezione migliore, altri ebbero a provare scherni e sferze, e anche ceppi e prigione; furon lapidati, sottoposti a dure prove, segati, morirono di spada, andarono in giro in pelli di capra, mancanti di tutto, perseguitati, maltrattati. Di essi non era degno il mondo, e andavano errando per i deserti e i monti e le caverne e spelonche e le grotte della terra. Ebbene anche costoro pur ricevendo testimonianza per la fede non conseguirono l'oggetto della promessa, avendo Dio in vista qualcosa di meglio per noi, perché non arrivassero alla perfezione senza di noi.
Senza fede e? impossibile piacere a Dio
Meditazione all'ora santa di giovedì 6 marzo 2025

Dalla lettera agli Ebrei (capitolo 11,1-16) La fede è realtà di cose sperate, e convincimento di cose che non si vedono. In questa gli antichi ricevettero buona testimonianza. Per fede noi pensiamo che il mondo è stato formato dalla parola di Dio, in modo che ciò che si vede non è sorto da cose che già apparivano. Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente che quel di Caino, e per esso ebbe la testimonianza di essere giusto, attestandolo Dio stesso col gradire le offerte di lui, e per via della fede, essendo morto, parla ancora. Per la fede Enoc fu trasportato sì che non vedesse la morte e non si trovò più perché Dio l'aveva portato via, ma prima della sparizione ricevette la testimonianza di essere piaciuto a Dio. Or senza fede non è possibile piacere a Dio, poiché chi s'accosta a Dio, deve credere che Egli esiste, e che Egli è rimuneratore di quelli che lo cercano. - Per la fede Noè divinamente avvisato di cose ancor non visibili, con pia cautela costruì un'arca per la salvezza della sua casa, e per essa condannò il mondo e divenne erede di quella giustizia che si ottiene secondo la fede. Per la fede Abramo chiamato a partire per un luogo che doveva ricevere in eredità, obbedì, e partì senza sapere dove andava. E per la sua fede venne a stanziarsi nella terra promessa come in terra straniera abitando nelle tende, insieme con Isacco e Giacobbe, eredi con lui della medesima promessa; poiché egli attendeva la città fornita di solide fondamenta, di cui architetto e costruttore è Iddio. - Per la fede la stessa Sara ricevette, oltre il limite dell'età, la virtù di dare in luce una creatura, poichè stimò fedele chi l'aveva promesso. E però da uno solo, e da uno già decrepito nacquero tanti di numero quante sono le stelle del cielo e i granelli di sabbia presso la riva del mare, che sono innumerabili. - Nella fede morirono tutti costoro senza aver conseguito la terra che era stata promessa, ma vedendola di lontano, e abbracciandola, e confessando di essere forestieri e di passaggio sulla terra. Chi dice così mostra chiaramente che è in cerca di una patria. Se avessero avuto in mente quella onde erano usciti, avrebbero avuto tempo di ritornarvi, invece aspirano ad una migliore e vale a dire a una patria celeste. E però Dio non si vergogna di essere chiamato il Dio loro, poiché preparò loro una città.
Noi non indietreggiamo!
Meditazione all'Ora Santa di giovedì 27 febbraio 2025

Dalla lettera agli Ebrei (capitolo 10) Avendo dunque, fratelli, piena fiducia di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, per questa via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne; avendo noi un sacerdote grande sopra la casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero in pienezza di fede, con il cuore purificato dalla cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha promesso. Cerchiamo anche di stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone, non disertando le nostre riunioni, come alcuni hanno l’abitudine di fare, ma esortandoci a vicenda; tanto più che potete vedere come il giorno si avvicina. Infatti, se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati, ma soltanto una terribile attesa del giudizio e la vampa di un fuoco che dovrà divorare i ribelli. Quando qualcuno ha violato la legge di Mosè, viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni. Pensate quanto maggiore sarà castigo di cui sarà ritenuto meritevole chi avrà calpestato il Figlio di Dio e considerato profano quel sangue dell’alleanza dal quale è stato un giorno santificato e avrà disprezzato lo Spirito della grazia? Conosciamo infatti colui che ha detto: A me la vendetta! Io darò la retribuzione! E ancora: Il Signore giudicherà il suo popolo. È terribile cadere nelle mani del Dio vivente! Richiamate alla memoria quei primi giorni nei quali, dopo essere stati illuminati, avete dovuto sopportare una grande e penosa lotta, ora esposti pubblicamente a insulti e tribolazioni, ora facendovi solidali con coloro che venivano trattati in questo modo. Infatti avete preso parte alle sofferenze dei carcerati e avete accettato con gioia di esser spogliati delle vostre sostanze, sapendo di possedere beni migliori e più duraturi. Non abbandonate dunque la vostra fiducia, alla quale è riservata una grande ricompensa. Avete solo bisogno di costanza, perché dopo aver fatto la volontà di Dio possiate raggiungere la promessa. Ancora un poco, infatti, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà. Il mio giusto vivrà mediante la fede; ma se indietreggia, la mia anima non si compiacerà in lui. Noi però non siamo di quelli che indietreggiano a loro perdizione, bensì uomini di fede per la salvezza della nostra anima.
La Legge di Dio impressa nel cuore
Meditazione all'Ora Santa di giovedì 13 febbraio 2025

Dalla lettera agli Ebrei (capitolo 8) Il punto capitale delle cose che stiamo dicendo è questo: noi abbiamo un sommo sacerdote così grande che si è assiso alla destra del trono della maestà nei cieli, ministro del santuario e della vera tenda che ha costruito il Signore, e non un uomo. Ogni sommo sacerdote infatti viene costituito per offrire doni e sacrifici: di qui la necessità che anch’egli abbia qualcosa da offrire. Se Gesù fosse sulla terra, egli non sarebbe neppure sacerdote, poiché vi sono quelli che offrono i doni secondo la legge. Questi però attendono a un servizio che è una copia e un’ombra delle realtà celesti, secondo quanto fu detto da Dio a Mosè, quando stava per costruire la Tenda: Guarda, disse, farai ogni cosa secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte. Ora invece egli ha conseguito un ministero tanto più eccellente quanto migliore è l’alleanza di cui è mediatore, essendo questa fondata su migliori promesse. Se la prima alleanza fosse stata perfetta, non sarebbe stato il caso di stabilirne un’altra. Dio infatti, biasimando il suo popolo, dice: Ecco vengono giorni, dice il Signore, nei quali io stipulerò con la casa d`Israele e con la casa di Giuda un’alleanza nuova; non come l’alleanza che feci con i loro padri, nel giorno in cui li presi per mano per farli uscire dalla terra d`Egitto; poiché essi non rimasero fedeli alla mia alleanza, anch’io non ebbi più cura di loro, dice il Signore. E questa è l’alleanza che io stipulerò con la casa d`Israele dopo quei giorni, dice il Signore: porrò le mie leggi nella loro mente e le imprimerò nei loro cuori; sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Né alcuno avrà più da istruire il suo concittadino, né alcuno il proprio fratello, dicendo: Conosci il Signore! Tutti infatti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande di loro. Perché io perdonerò le loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati.Dicendo alleanza nuova, Dio ha dichiarato antiquata la prima; e, ciò che diventa antico e invecchia, è prossimo a sparire.
Non esiste onore paragonabile all'essere sacerdote
6Meditazione all'Ora Santa di giovedì 6 febbraio 2025

Dalla lettera agli Ebrei (capitolo 5) Ogni sommo sacerdote, scelto fra gli uomini, viene costituito per il bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. In tal modo egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell`ignoranza e nell`errore, essendo anch`egli rivestito di debolezza; a motivo della quale deve offrire anche per se stesso offrire sacrifici per i peccati, come lo fa per il popolo. Nessuno può attribuirsi questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non si attribuì la gloria di sommo sacerdote, ma gliela conferì colui che gli disse: Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato. Come in un altro passo dice: Tu sei sacerdote per sempre, alla maniera di Melchìsedek. Egli nei giorni della sua vita terrena offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà. Pur essendo Figlio, imparò l`obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote alla maniera di Melchìsedek. Su questo argomento abbiamo molte cose da dire, difficili da spiegare, perché siete diventati lenti a capire. Infatti, mentre dovreste essere ormai maestri per ragioni di tempo, avete di nuovo bisogno che qualcuno insegni a voi i primi elementi degli oracoli di Dio e siete diventati bisognosi di latte e non di cibo solido. Ora, chi si nutre ancora di latte è ignaro della dottrina della giustizia, perché è ancora un bambino.Il nutrimento solido invece è per gli adulti che per la pratica hanno le facoltà esercitate a distinguere il buono dal cattivo.
Davanti a Dio tutto e? nudo e scoperto
Meditazione all'Ora Santa di giovedì 30 gennaio 2025

Dalla lettera agli Ebrei (capitolo 4) Dobbiamo dunque temere che, mentre ancora rimane in vigore la promessa di entrare nel suo riposo, qualcuno di voi ne sia giudicato escluso. Poiché anche a noi, al pari di quelli, è stata annunziata una buona novella: purtroppo però a quelli la parola udita non giovò in nulla, non essendo rimasti uniti grazie alla fede con coloro che avevano ascoltato. Infatti noi che abbiamo creduto possiamo entrare in quel riposo, secondo ciò che egli ha detto: Sicché ho giurato nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo! Poiché dunque risulta che alcuni debbono ancora entrare in quel riposo e quelli che per primi ricevettero la buona novella non entrarono a causa della loro disobbedienza, egli fissa di nuovo un giorno, un oggi, dicendo per mezzo di Davide dopo tanto tempo come è stato già riferito: Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori! Affrettiamoci dunque ad entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza. Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell`anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non v`è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto. Poiché dunque abbiamo un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede.Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, come a somiglianza di noi, escluso il peccato.Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno.
I cuori perversi e senza fede
Meditazione all'Ora Santa di giovedì 23 gennaio 2025

Dalla lettera agli Ebrei (capitolo 3) Perciò, fratelli santi, partecipi di una vocazione celeste, fissate bene la mente in Gesù, l`apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo, il quale è stato fedele a colui che l`ha costituito, così come lo fu Mosè in tutta la sua casa. Per questo, come dice lo Spirito Santo: Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione, o nel giorno della tentazione nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri mettendomi alla prova, pur avendo visto per quarant`anni le mie opere. Perciò mi disgustai di quella generazione e dissi: Hanno sempre il cuore sviato. Non hanno conosciuto le mie vie. Così ho giurato nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo. Guardate perciò, fratelli, che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede che si allontani dal Dio vivente. Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno, finché dura quest`oggi, perché nessuno di voi si indurisca sedotto dal peccato. Siamo diventati infatti partecipi di Cristo, a condizione di mantenere salda sino alla fine la fiducia che abbiamo avuta da principio. Quando pertanto si dice: Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione, chi furono quelli che, dopo aver udita la sua voce, si ribellarono? Non furono tutti quelli che erano usciti dall`Egitto sotto la guida di Mosè? E chi furono coloro di cui si è disgustato per quarant`anni? Non furono quelli che avevano peccato e poi caddero cadaveri nel deserto? E a chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che non avevano creduto? In realtà vediamo che non vi poterono entrare a causa della loro mancanza di fede.
Il gelo dei cuori apostati e senza Dio
Meditazione all'Ora santa in preparazione al Natale, sulle profezie del primo capitolo del profeta Isaia e la loro triste e drammatica attualintà nel nostro tempo (giovedì 19 dicembre 2024):

Dal libro del profeta Isaia (Is 1,2-9) Visione che Isaia, figlio di Amoz, ebbe su Giuda e su Gerusalemme nei giorni di Ozia, di Iotam, di Acaz e di Ezechia, re di Giuda. Udite, cieli; ascolta, terra, perché il Signore dice: "Ho allevato e fatto crescere figli, ma essi si sono ribellati contro di me. Il bue conosce il proprietario e l`asino la greppia del padrone, ma Israele non conosce e il mio popolo non comprende”. Guai, gente peccatrice, popolo carico di iniquità! Razza di scellerati, figli corrotti! Hanno abbandonato il Signore, hanno disprezzato il Santo di Israele, si sono voltati indietro; perché volete ancora essere colpiti, accumulando ribellioni? La testa è tutta malata, tutto il cuore langue. Dalla pianta dei piedi alla testa non c`è in esso una parte illesa, ma ferite e lividure e piaghe aperte, che non sono state ripulite, né fasciate, né curate con olio. Il vostro paese è devastato, le vostre città arse dal fuoco. La vostra campagna, sotto i vostri occhi, la divorano gli stranieri; è una desolazione come Sòdoma distrutta. E` rimasta sola la figlia di Sion come una capanna in una vigna, come un casotto in un campo di cocomeri, come una città assediata. Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato un resto, già saremmo come Sòdoma, simili a Gomorra.
Colui che ha vinto il signore della morte
Meditazione Ora Santa, giovedì 5 dicembre 2024

Dalla lettera agli Ebrei (capitolo 2) Proprio per questo bisogna che ci applichiamo con maggiore impegno alle cose udite, per non essere sospinti fuori rotta. Se, infatti, la parola trasmessa per mezzo degli angeli si è dimostrata salda, e ogni trasgressione e disobbedienza ha ricevuto una giusta punizione, come potremo sottrarci al castigo se trascuriamo una salvezza così grande? Questa infatti, dopo essere stata promulgata all`inizio dal Signore, è stata confermata in mezzo a noi da quelli che l`avevano udita, mentre Dio convalidava la loro testimonianzava con segni e prodigi e miracoli d`ogni genere e doni dello Spirito Santo, distribuiti secondo la sua volontà. Non certo a degli angeli egli ha assoggettato il mondo futuro, del quale parliamo. Anzi, qualcuno in un passo ha testimoniato: Che cos’è ‘`uomo perché ti ricordi di lui o il figlio dell`uomo perché tu te ne curi? Di poco l`hai fatto inferiore agli angeli, di gloria e di onore l`hai coronato e hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi. Avendogli assoggettato ogni cosa, nulla ha lasciato che non gli fosse sottomesso. Tuttavia al presente non vediamo ancora che ogni cosa sia a lui sottomessa. Però quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo ora coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli sperimentasse la morte a vantaggio di tutti. Ed era ben giusto che colui, per il quale e del quale sono tutte le cose, volendo portare molti figli alla gloria, rendesse perfetto mediante la sofferenza il capo che guida alla salvezza. Infatti, colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da uno solo; per questo non si vergogna di chiamarli fratelli, dicendo: Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, in mezzo all`assemblea canterò le tue lodi; e ancora: Io metterò la mia fiducia in lui; e inoltre: Eccoci, io e i figli che Dio mi ha dato. Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch`egli ne è divenuto partecipe, per ridurre all`impotenza, mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la vita. Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo. Infatti proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.
Prodigi stupefacenti di Gesu? nell'Eucaristia
Meditazione Ora Santa, giovedì 28 novembre 2024

Dalla lettera agli Ebrei (capitolo 1) Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo. Questo Figlio, che è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua parola, dopo aver compiuto la purificazione dei peccati, si è assiso alla destra della maestà nell’alto dei cieli, ed è diventato tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato. Infatti a quale degli angeli Dio ha mai detto: Tu sei mio figlio; oggi ti ho generato? E ancora: Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio? E di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: Lo adorino tutti gli angeli di Dio. E mentre degli angeli dice: è lui che fa i suoi angeli come venti, e i suoi ministri come fiamma di fuoco, del Figlio invece afferma: Il tuo trono, o Dio, sta in eterno e: Scettro d`equità è lo scettro del tuo regno; hai amato la giustizia e odiato l`iniquità, perciò ti unse o Dio, il tuo Dio, con olio di esultanza più dei tuoi compagni. A quale degli angeli poi ha mai detto: Siedi alla mia destra, finché io non abbia posto i tuoi nemici come sgabello dei tuoi piedi? Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza?
I primi nelle opere buone
Ora santa di giovedì 21 novembre 2024 sul terzo capitolo della lettera di san Paolo a Tito:

Ricorda loro di esser sottomessi ai magistrati e alle autorità, di obbedire, di essere pronti per ogni opera buona; di non parlar male di nessuno, di evitare le contese, di esser mansueti, mostrando ogni dolcezza verso tutti gli uomini. Anche noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell’invidia, degni di odio e odiandoci a vicenda. Quando però si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna. Questa parola è degna di fede e perciò voglio che tu insista in queste cose, perché coloro che credono in Dio si sforzino di essere i primi nelle opere buone. Ciò è bello e utile per gli uomini. Guàrdati invece dalle questioni sciocche, dalle genealogie, dalle questioni e dalle contese intorno alla legge, perché sono cose inutili e vane. Dopo una o due ammonizioni sta’ lontano da chi è fazioso, ben sapendo che è gente ormai fuori strada e che continua a peccare condannandosi da se stessa. Ti salutano tutti coloro che sono con me. Saluta quelli che ci amano nella fede.  La grazia sia con tutti voi!
Rinnegare l'empieta? e i desideri mondani
Ora santa di giovedì 14 novembre 2024 sul secondo capitolo della lettera di san Paolo a Tito:

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito (capitolo 2) Tu però insegna ciò che è secondo la sana dottrina: i vecchi siano sobri, dignitosi, assennati, saldi nella fede, nell’amore e nella pazienza. Ugualmente le donne anziane si comportino in maniera degna dei credenti; non siano maldicenti né schiave di molto vino; sappiano piuttosto insegnare il bene, per formare le giovani all’amore del marito e dei figli, ad essere prudenti, caste, dedite alla famiglia, buone, sottomesse ai propri mariti, perché la parola di Dio non debba diventare oggetto di biasimo. Esorta ancora i più giovani a essere assennati, offrendo te stesso come esempio in tutto di buona condotta, con purezza di dottrina, dignità, linguaggio sano e irreprensibile, perché il nostro avversario resti confuso, non avendo nulla di male da dire sul conto nostro. Esorta gli schiavi a esser sottomessi in tutto ai loro padroni; li accontentino e non li contraddicano, non rubino, ma dimostrino fedeltà assoluta, per fare onore in tutto alla dottrina di Dio, nostro salvatore. È apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga, zelante nelle opere buone. Questo devi insegnare, raccomandare e rimproverare con tutta autorità. Nessuno osi disprezzarti!
RImanere nella sana dottrina
Ora santa di giovedì 7 novembre 2024 sul primo capitolo della lettera di san Paolo a Tito:

Paolo, servo di Dio, apostolo di Gesù Cristo per chiamare alla fede gli eletti di Dio e per far conoscere la verità che conduce alla pietà ed è fondata sulla speranza della vita eterna, promessa fin dai secoli eterni da quel Dio che non mentisce, e manifestata poi con la sua parola mediante la predicazione che è stata a me affidata per ordine di Dio, nostro salvatore, a Tito, mio vero figlio nella fede comune: grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù, nostro salvatore. Per questo ti ho lasciato a Creta perché regolassi ciò che rimane da fare e perché stabilissi presbiteri in ogni città, secondo le istruzioni che ti ho dato. Il vescovo, come amministratore di Dio, dev’essere irreprensibile: non arrogante, non iracondo, non dedito al vino, non violento, non avido di guadagno disonesto, ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, pio, padrone di sé, attaccato alla dottrina sicura, secondo l’insegnamento trasmesso, perché sia in grado di esortare con la sua sana dottrina e di confutare coloro che contraddicono. Vi sono infatti, soprattutto fra quelli che provengono dalla circoncisione, molti spiriti insubordinati, chiacchieroni e ingannatori della gente. A questi tali bisogna chiudere la bocca, perché mettono in scompiglio intere famiglie, insegnando per amore di un guadagno disonesto cose che non si devono insegnare. Uno dei loro, proprio un loro profeta, già aveva detto: "I Cretesi son sempre bugiardi, male bestie, ventri pigri”. Questa testimonianza è vera. Perciò correggili con fermezza, perché rimangano nella sana dottrina e non diano più retta a favole giudaiche e a precetti di uomini che rifiutano la verità. Tutto è puro per i puri; ma per i contaminati e gli infedeli nulla è puro; sono contaminate la loro mente e la loro coscienza. Dichiarano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, abominevoli come sono, ribelli e incapaci di qualsiasi opera buona.
Verrà giorno in cui non si sopporterà più la sana dottrina
Ora santa di giovedì 31 ottobre sull'ultima parte della seconda lettera a Timoteo
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo (4,1-8)Carissimo, Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero. Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione..


Il combattimento della fede
Il sesto capitolo della prima lettera a Timoteo. Esortazione varie. Il buon combattimento della fede. Ora Santa giovedì 27 giugno 2024
Non sviarsi dietro a satana
Il quinto capitolo della prima lettera a Timoteo. La correzione fraterna. Norme per le vedove e per i sacerdoti. La doverosa cura della salute. Ora Santa giovedì 20 giugno 2024
Le dodici promesse del Sacro Cuore
Le 12 promesse fatte da Gesù a chi venera il Sacro Cuore. Ora Santa del 13 Giugno 2024
Irriverenze, freddezze, sacrilegi e disprezzi verso il Cuore eucaristico di Gesu?
Ora Santa nella solennità del Sacro Cuore. Meditazione sugli scritti di S. Margherita Maria Alacoque. Terza rivelazione sul Sacro Cuore (Giugno 1675). 6 Giugno 2024
Spiriti menzogneri e dottrine diaboliche
Il quarto capitolo della prima lettera a Timoteo. Gli impostori che insegnano dottrine eretiche e seminano errori dentro la comunità cristiana. Il vescovo deve combatterli. Ora Santa Giovedì 30 Maggio 2024
Pregare sempre e dovunque
Il secondo capitolo della lettera a Timoteo. Esortazioni alla preghiera continua. San Paolo misogeno?.... Ora Santa Giovedì 23 Maggio 2024
La buona battaglia della fede
Il primo capitolo della lettera a Timoteo. Esortazioni al buon combattimento della fede e ammonizioni di guardarsi dal fare naufragio nella fede, come i peccatori e gli eretici. Ora Santa Giovedì 16 Maggio 2024
Non di tutti e? la fede
Commento al capitolo terzo della seconda lettera ai Tessalonicesi. Senso dell'espressione "non di tutti è la fede". Ora Santa di Giovedì 9 Maggio 2024
Il mistero dell'iniquita? e l'apostasia
Commento al capitolo secondo della seconda lettera ai Tessalonicesi. Il mistero dell'iniquità, la rivelazione dell'uomo iniquo, l'anticristo. Ora Santa di Giovedì 2 Maggio 2024
La rovina eterna di chi perseguita i santi
Meditazione all'Ora Santa di Giovedì 18 Aprile 2024, sul primo capitolo della seconda lettere di San Paolo ai Tessalonicesi
La risurrezione di Gesu? e? un vero terremoto!
Meditazione di Don Leonardo Maria Pompei all'Ora Santa di Giovedì 4 Aprile 2024, sul racconto della risurrezione del capitolo 28 del Vangelo di san Matteo
Chi si affligge per la sua sorte?
Meditazione sul quarto canto del Servo di Jahvè (Isaia 53), che contempla con secoli di anticipo i dettagli della Passione del Signore. Ora Santa di Giovedì 21 Marzo 2024
Santificarsi fino alla perfezione
Meditazione Ora Santa del 14 Marzo: santificarsi fino alla perfezione. Conclusione della prima lettera ai Tessalonicesi
Non dormiamo (come gli altri…)
Meditazione Ora Santa 7 Marzo 2024, sul capitolo quinto della prima lettera ai Tessalonicesi
Il Signore e? vindice del peccato di impurita?
Ora Santa di Giovedì 15 Febbraio 2024, meditazione sulla parte centrale prima lettera ai Tessalonicesi
Allontanarsi dagli idoli
Meditazione sul primo capitolo della prima lettera ai Tessalonicesi, Ora Santa di Giovedì 25 Gennaio 2024
Adorare Dio fatto uomo
Meditazione sull'adorazione dei Magi e la strage degli innocenti (Vangelo secondo san Matteo, capitolo 2), Ora Santa di Giovedì 4 Gennaio 2024
Vivere il Natale
Meditazione sul prologo del Vangelo di san Giovanni, Ora Santa di Giovedì 28 Dicembre 2023
Come si comportano i veri cristiani
Conclusione della lettera ai Colossesi. Raccomandazioni di vita cristiana ed esortazioni conclusive. Meditazione all'Ora Santa di Giovedì 14 Dicembre 2023
Tutto nel nome di Gesu?
Fare tutto, in parole e opere, nel nome di Gesù ed ogni cosa per piacere a Lui e non agli uomini. Meditazione su Colossesi 3,12-35. Ora Santa di Giovedì 30 Novembre 2023
Morti con Cristo per vivere in Dio solo
La meravigliosa vita di un battezzato, morto per sempre al peccato e risorto con Cristo. Meditazione su Colossesi 3,1-11, Ora Santa di Giovedì 16 Novembre 2023
La piena conoscenza della Divina Volonta?
Il primo capitolo della lettera ai Colossesi. Il cuore della vita cristiana è la conoscenza sempre più perfetta della Divina Volontà. Ora santa di Giovedì 19 Ottobre.
Rallegratevi sempre
Meditazione sul quarto ed ultimo capitolo della lettera ai Filippesi, Ora Santa di Giovedì 12 Ottobre 2023
Dimentichi del passato e protesi verso il futuro
Meditazione sulla seconda parte del terzo capitolo della lettera ai Filippesj (3,13-21). Ora santa di Giovedì 5 Ottobre 2023
Vivere e? Cristo, morire un guadagno
La lettera ai Filippesi (1,15-30). Gioia di san Paolo per la predicazione del Vangelo. Il necessario coraggio per testimoniare la verità. Il santo desiderio di lasciare questo mondo per godere il Signore. Ora Santa di Giovedì 14 Settembre 2023
Distinguere sempre il meglio
La lettera ai Filippesi (1,1-14) e gli splendidi insegnamenti sull’importanza di imparare a discernere la volontà di Dio e a distinguere sempre il meglio. Suggerimenti su come fare. Ora Santa di Giovedì 7 Settembre 2023
Sottomessi a Dio e armati contro satana
Meditazione sui capitoli 5 e 6 della lettera agli Efesini. Ora Santa di Giovedì 29 Giugno 2023.
I senza Dio
Meditazione Ora Santa di Giovedì 18 Maggio 2023, su Efesini 2,11-22.
Pensati e scelti prima della creazione del mondo
Meditazione sulla prima parte del primo capitolo della lettera agli Efesini di San Paolo apostolo, ora santa di Giovedì 20 Aprile 2023
Non ci si puo? prendere gioco di Dio
Ora santa di Giovedì 13 Aprile 2023 sull’ultimo capitolo della lettera ai Galati
Non piu? schiavi, ma figli
Meditazione all'Ora Santa sui capitoli 3 e 4 della lettera ai Galati.

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Il coraggio di difendere sempre la Verita?
Meditazione all’ora santa di Giovedì 16 Marzo 2023, Gal 2.11-21. San Paolo rimprovera pubblicamente Pietro sulla questione della circoncisione dei pagani.
Difendere la libertà dei figli di Dio
San Paolo rivendica la libertà dei figli di Dio per i pagani convertiti al Cristianesimo, che non dovevano essere circoncisi. Applicazioni alla vita di noi credenti del 2000. Meditazione Ora Santa, Giovedì 9 Marzo 2023 (su Galati 2,1-10)
Cambiare?... Si puo?!
San Paolo racconta la sua trasformazione da devastatore dalla fede cristiana ad apostolo di Gesù Cristo (Galati 1,13-22). Ora Santa di Giovedì 23 Febbraio 2023
Non esiste un altro Vangelo
Inizio della meditazione della lettera ai Galati. San Paolo dichiara di essere apostolo da parte di Gesù Cristo in persona e di aver ricevuto direttamente da Lui stesso il Vangelo di predicare. Guai a chi osa annunciare un Vangelo diverso da quello ricevuto dalla Tradizione apostolica. Meditazione su Gal 1,1-11, Ora Santa di Giovedì 9 Febbraio 2023
Nessun potere contro la Verità
Nell'ultimo capitolo della seconda lettera ai Corinzi, san Paolo spiega i doveri di un vero apostolo, tra cui, soprattutto, quello di esercitare la sua autorità al servizio della verità. Meditazione Ora Santa Giovedì 2 Febbraio 2023
La Grazia e la debolezza
Le straordinarie esperienze mistiche di san Paolo e l'unica possibilità del nostro vanto: le nostre debolezze. Ora santa Giovedì 26 Gennaio 2023 (2Cor 12,1-10)
Soffrire ed essere disprezzati per amore di Gesu?
San Paolo racconta le sue innumerevoli sofferenze patite per amore di Cristo e per la sua missione di apostolo (2Cor 11,17-33). Meditazione Ora Santa di Giovedì 19 Gennaio 2023
Nessun accordo tra Cristo e beliar, tra Dio e gli idoli
San Paolo spiega come ci sia una netta separazione tra Cristo e chi non è suo discepolo, tra Dio e gli idoli, tra chi crede e chi non crede. Un discorso che oggi chiamerebbero "divisivo", ma quanto mai attuale. Meditazione Ora Santa Giovedì 15 Dicembre 2022, 2Cor 6,11-18
Ecco ora il momento favorevole
San Paolo parla del "tempo favorevole per la salvezza". Da riferire anzitutto ai tempi forti che la Chiesa vive ogni anno, ma anche ad altro. Come deve essere esemplare un uomo di Dio e un ministro di Dio (2Cor 6,1-10). Ora Santa di Giovedì 1 Dicembre 2022

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Vivere non per se stessi, ma per Cristo
"l`amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro. Cosicché ormai noi non conosciamo più nessuno secondo la carne; e anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora non lo conosciamo più così. Quindi se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove". Meditazione Ora Santa Giovedì 24 Novembre, su 2Cor 5,14-17

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Sospirare il Paradiso
Bellissima lezione di San Paolo che spiega come la vita terrena sia un esilio durante il quale, nell'operosità e fervore nel bene, si sospira l'agognato momento del raggiungimento della patria eterna del Cielo. Meditazione Ora Santa, Giovedì 17 Novembre 2022
Un tesoro in vasi di creta
I grandi tesori e le grandi grazie divine noi le portiamo dentro la debolezza, la vulnerabilità e le tante miserie della nostra attuale condizione terrena. La fede consente di custodire senza pericoli i tesori divini nonostante la nostra grande miseria. Meditazione all'ora Santa di Giovedì 3 Novembre 2022
Annunziare apertamente la Verita?
Gesù è Dio ed è la Verità. Di ciò occorre essere fieri e mai abdicare al diritto e al dovere di testimoniare e annunciare a tutti l’unica Verità. Ora Santa di Giovedì 27 Ottobre 2022, meditazione su 2Cor 4,1-6
A Dio si dice sempre e solo “si?”
San Paolo riprende l’insegnamento evangelico di Gesù sul “sì, sì” e “no, no”. Il significato altamente importante di quest’espressione e l’uso che ne fa San Paolo in 2Cor 1,13-24
Grandi sofferenze e grandi consolazioni
San Paolo parla ai Corinzi delle immense tribolazioni sofferte per amore di Cristo e del Vangelo e delle conseguenti grandi consolazioni ricevute. È sempre così: grandi prove producono grandi grazie; e grandi grazie preparano a grandi prove. Il ruolo fondamentale della coscienza. Meditazione all’Ora Santa di Giovedì 13 Ottobre 2022, sulla seconda lettera ai Corinzi (2 Cor 1,1-12)
Meditare i misteri del Santo Rosario
San Luigi Maria Montfort spiega quanto sia importante e santificante meditare i misteri del santo Rosario per raggiungere la perfezione. Ora Santa Giovedì 6 Ottobre 2022
Come sono i corpi glorificati?...
Meditazione su 1Cor 15,35-49, dove San Paolo spiega qual è la differenza tra il corpo che abbiamo in questo mondo ed i corpi glorificati. Ora Santa di Giovedì 22 Settembre 2022


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Stabat Mater Dolorosa (Gesù commenta i dolori dell'Addolorata)
Meditazione ora Santa di Giovedì 15 Settembre 2022. Scritti di Maria Valtorta. Gesù commenta i dolori di Maria Addolorata.
La rivincita di Dio su satana (Gesu? commenta la nascita di Maria)
Dagli scritti di Maria Valtorta, Gesù commenta e spiega l’evento della nascita della Santissima Vergine e Divina Maria. La rivincita di Dio su satana. Dall'Ora Santa di Giovedì 8 Settembre 2022

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Più oltraggiano il Cuore di Gesù, più noi Lo ameremo e onoreremo
Le rivelazioni di Gesù sul Sacro Cuore a santa Margherita Maria Alacoque. Più oltraggiano e addolorano il Suo Cuore, più è nostro dovere amarlo e riparare. Ora Santa Giovedì 23 Giugno 2022, Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù
La risurrezione dei morti non è una favola
Se i morti non risorgono, mangiamo e beviamo perché domani moriremo. San Paolo prosegue i suoi insegnamenti sulla risurrezione dei morti, ammonendo severamente chi non crede a questa grande verità di fede. Meditazione su 1Cor 15,20-34, Ora Santa di Giovedì 16 Giugno 2022
Se Cristo non fosse risorto, sarebbe tutto vanità e follia
Nella prima parte del capitolo 15 della prima lettera ai Corinzi, San Paolo lancia salutari provocazioni ai fedeli. O ci crediamo davvero che Cristo è veramente risorto oppure, se così non fosse o se non dovessimo crederci, non ci sarebbe niente di più stolto della vita e della speranza cristiana. Io ci credo o no?… Meditazione ora santa Giovedì 9 Giugno 2022
Vivere e morire per il Signore
Tutto ciò che fa un cristiano lo fa sempre e solo per il Signore. Sia che viva sia che muoia. Meditazione sul capitolo 14 della prima lettera di San Paolo ai Corinzi, Ora Santa di Giovedì 26 Maggio 2022
Virtù più grande non c’è
Meditazione sull’inno alla carità di San Paolo (1Cor 13). Ora Santa di Giovedì 19 Maggio 2022
L’ignoranza fa cadere nel (neo)paganesimo
Non si può e non si deve restare nell’ignoranza, oggi meno che mai, altrimenti si cadrà nuovamente nell’orrore e nell’idolatria del paganesimo, nella forma oggi imperante del neo paganesimo. Meditazione sulla prima lettera ai Corinzi, capitolo 12, vv. 1-12. Ora Santa di Giovedì 12 Maggio 2022

Testo:

Fratelli, riguardo ai doni dello Spirito, fratelli, non voglio che restiate nell`ignoranza. Voi sapete infatti che, quando eravate pagani, vi lasciavate trascinare verso gli idoli muti secondo l`impulso del momento. Ebbene, io vi dichiaro: come nessuno che parli sotto l`azione dello Spirito di Dio può dire "Gesù è anàtema", così nessuno può dire "Gesù è Signore" se non sotto l`azione dello Spirito Santo. Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti. E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l`utilità comune: a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza; a un altro invece, per mezzo dello stesso Spirito, il linguaggio di scienza; a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito; a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell`unico Spirito; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di distinguere gli spiriti; a un altro le varietà delle lingue; a un altro infine l`interpretazione delle lingue. Ma tutte queste cose è l`unico e il medesimo Spirito che le opera, distribuendole a ciascuno come vuole.
La piaga delle comunioni sacrileghe
San Paolo rimprovera severamente la comunità di Corinto per molti che si accostano indegnamente al Corpo e Sangue del Signore, mangiando e bevendo la propria condanna e attribuendo a tale piaga il dilagare di malattie, infermità e morte all’interno della comunità. Ora Santa di Giovedì 5 Maggio 2022, meditazione su 1Cor 11,17-34
Il velo muliebre risale alla Tradizione apostolica
Nel capitolo undicesimo della prima lettera ai Corinzi San Paolo spiega perché le donne devono coprirsi al capo alla presenza di Dio, mentre gli uomini devono sempre stare a capo scoperto. Dando testimonianza di una prassi apostolica divenuta prestissimo legge universale della Chiesa e rimasta tale fino al Codice di Diritto Canonico del 1983. Meditazione all’Ora Santa di Giovedì 28 Aprile 2022
Imparare a giudicare secondo coscienza
San Paolo spiega attraverso una serie di esempi collegati ai vari tipi di sacrifici cosa significa e quanto è importante giudicare e agire secondo coscienza. Meditazione Ora Santa Giovedì 21 Aprile 2022
Chi crede di stare in piedi, badi di non cadere
Israele cadde nel peccato, nell’idolatria e nella fornicazione incorrendo nell’ira di Dio. Mai mettere alla prova il Signore. Ora Santa di Giovedì 7 Aprile 2022, meditazione su 1Cor 10,1-12
Fare tutto per il Vangelo
San Paolo manifesta il suo ardore per la predicazione del Vangelo, fino al punto di farsi schiavo di tutti per guadagnare qualche anima a Cristo. Sue esortazioni all’ascesi e alla mortificazione. Meditazione su 1Cor 9,16-27, Ora Santa di Giovedì 31 Marzo 2022
Schiavi per amore
Meditazione su Fil 2,1-11: il Figlio di Dio si annienta facendosi uomo e schiavo per amore, indicando con la vita e l’esempio la grande via di santità della schiavitù di amore, per mezzo della quale, liberamente, volontariamente e per amore, ci si consegna completamente a Dio rinunciando per sempre alla propria volontà. Ora Santa di Giovedì 24 Marzo 2022, solennità dell’Annunciazione
Il combattimento interiore
"Non faccio il bene che voglio ma il male che non voglio". La condizione dell'uomo dopo il peccato originale e la sua inclinazione al male. La necessità della Grazia per vincere il combattimento contro le proprie male passioni. Ora Santa di Giovedì 17 Marzo 2022 (meditazione su 1Cor 7,14-25)
Gli ingiusti non ereditano il Regno di Dio
San Paolo rimprovera la litigiosità dei Corinzi e il loro ricorrere a giudizi pagani. Severa stigmatizzazione di alcuni gravissimi peccati. Meditazione su 1 Con 6,1-11, Ora Santa di Giovedì 10 Marzo 2022
La vera carita? verso i malvagi
Meditazione all’ora santa di Giovedì 3 Marzo 2022, sul capitolo 5 della prima lettera ai Corinzi. Come trattare i casi di gravissimi e scandalosi peccati all’interno della comunità cristiana.


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